DOMENICO DARA presenta "malinverno" Feltrinelli editore

Prima Nazionale. Ne discute con l'autore Nunzio Belcaro

  18:30
Ubik Catanzaro
Via del Progresso 2 , 88100 Catanzaro (CZ), Italia

Malinverno

Dara Domenico

Feltrinelli (2020)
18,00 €
 9788807033780
Ci sono paesi in cui i libri sono nell'aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera della regione, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia un nuovo impiego: il pomeriggio continuerà a occuparsi della biblioteca, ma la mattina sarà il guardiano del cimitero. Lettore dalla vivida immaginazione, Astolfo mescola le storie dei romanzi - per i quali inventa nuovi finali - con quelle dei compaesani, dei forestieri, dei lettori della biblioteca e dei visitatori del cimitero, dei vivi e degli estinti. A incuriosirlo è soprattutto una lapide senza nome e senza date: solo una fotografia, una donna dallo sguardo candido e franco, i capelli divisi in due bande liscissime e l'incarnato pallido. Per lui è da subito la sua Madame Bovary, la sua Emma. Attratto dal mistero racchiuso in quel volto, Astolfo si trova a seguire il filo che sembra dipanarsi dalla fotografia: tra i viottoli e le campagne di Timpamara, complice l'apparizione di una giovane sconosciuta nerovestita, prende forma a poco a poco una storia che mai Astolfo avrebbe saputo immaginare.
@mary colombo
06 novembre 2020
Non si può spiegare questo libro bisogna leggerlo bisogna viverlo .
@carlabonfitto
01 novembre 2020
Chi è Malinverno? Un bibliotecario? Un guardiano del cimitero? Astolfo Malinverno è molto di più, perché insegnerà al lettore a guardare nelle pagine dei libri prendendosi cura di ogni singola parola, di ogni singola storia. Fantasticheremo proprio come Emma Bovary o don Chisciotte della Mancia che hanno tanto in comune con Malinverno. La storia si svolge a Timpamara, luogo calabrese a dir poco fantastico e magico, e Malinverno ne è il bibliotecario. Nel paese esiste un’antica cartiera ed un maceratoio dove finiscono tutti i libri. Qualcuno ne salva le storie, le legge, le dona, le fa sue. E’ facile, allora, a Timpamara, imbattersi nei grandi protagonisti della letteratura, della storia, della filosofia. Personaggi come Achille, Agamennone, Artemisia, Marcel Proust, Maupassant, Eraclito, Ippolito sembrano rivivere come per magia in quel luogo. Una cosa straordinaria! I libri che vanno a morire e meravigliosamente tornano in vita. Nel corso del tempo, infatti, gli abitanti, gli operai del macero e anche il vento con il suo alito, hanno avvolto il paese in una dimensione onirica donando di generazione in generazione questi nomi così importanti ai propri figli. “Da allora i timpamarani si sentirono liberi di rompere tradizioni e folclori e di chiamare i propri figli secondo gli eroi di carta, e fu dunque un rincorrersi di Marselprù, Volfango, Faustino, Verter, Marcaurelio, Fiammetta, Ortìs, i fratelli Gargantuà e Pantagruèl. I nomi variavano in base ai gusti ma anche in base alla provenienza dei libri portati al macero.” Un giorno Astolfo, che porta il nome del paladino dell’Orlando Furioso, verrà convocato dal messo comunale di Timpamara per assumere l’incarico di custode del cimitero. Malinverno da quel momento dovrà dividersi: mattina guardiano e pomeriggio bibliotecario. Sarà proprio nel cimitero che ascolteremo dal protagonista le storie più belle, più originali e anche più inquietanti. In quel luogo Malinverno, zoppo dalla nascita, fragile e un po’ malinconico, sarà rapito dalla foto di una lapide che ritrae una donna bellissima che lui chiamerà Emma come la protagonista di Madame Bovary, eroina da lui tanto amata. Da quel giorno non potrà fare a meno di farle visita, al punto di stampare una copia della sua foto da tenere sul suo comodino. “Bastò quella vicinanza a farmi sentire meno solo. Spensi la luce, mi rivoltai sul fianco e la abbracciai.” Ma i sogni possono anche avverarsi nella vita. Quella lapide, che non porta nessun nome, nessuna data di nascita e di morte sembra concretizzarsi nella realtà. Una donna misteriosa, molto somigliante alla sua Emma, si aggira misteriosa nel cimitero. E allora… Domenico Dara sorprende il lettore con un romanzo incantato, fiabesco e misterioso costringendolo ad immaginare e a fantasticare. Una storia così scorrevole che si legge d’un fiato fino all’ultima pagina e mentre lo leggiamo ci interroghiamo e riflettiamo sulla letteratura, sulla morte, su “il” senso della vita.
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